Quando il Pilates ti sfida
Questa disciplina può fare scoprire i propri limiti anche agli sportivi più esperti, ma vale la pena
Sono un uomo di 38 anni e pratico la corsa in montagna da molti anni, con allenamenti regolari.
Su consiglio di un amico ho deciso di provare una lezione di Pilates, pensando potesse essere un buon complemento al mio allenamento.
L’esperienza è stata frustrante: mi sono sentito rigido, scoordinato e incapace di eseguire correttamente anche esercizi semplici. Mi chiedo: com’è possibile che, pur essendo così allenato, mi sia trovato tanto in difficoltà? Ha senso insistere e superare questa frustrazione? E in che modo il Pilates potrebbe migliorare le mie prestazioni nella corsa in montagna?
Fabio, Verona
Caro Fabio,
quello che descrivi è molto più comune di quanto pensi, soprattutto tra sportivi già ben allenati.
Essere in forma non significa necessariamente avere tutte le qualità motorie sviluppate allo stesso modo.
La corsa ti ha reso molto efficiente in resistenza, forza degli arti inferiori e capacità cardiovascolare.
Il Pilates, invece, lavora su aspetti spesso meno allenati, in particolare sul core, cioè l’insieme dei muscoli profondi del tronco: addominali, zona lombare, pavimento pelvico e muscoli che stabilizzano il bacino. È il “centro di controllo” del corpo, fondamentale per mantenere equilibrio, postura e trasmettere forza in modo efficiente.
Il senso di goffaggine che hai provato non è un segnale di incapacità, ma al contrario un indicatore prezioso: significa che stai stimolando aree del tuo sistema motorio che normalmente non utilizzi, come
la coordinazione fine e la consapevolezza del movimento lento e preciso.
Sì, ha senso insistere. Superare quella frustrazione è parte del processo di apprendimento. Con poche settimane di pratica noterai già miglioramenti nella coordinazione e nella qualità del movimento.
Per quanto riguarda i benefici per la corsa in montagna, il Pilates può offrirti molto:
- un core più stabile, che migliora l’efficienza della corsa e riduce il dispendio energetico
- maggiore controllo nei terreni tecnici, grazie a una migliore propriocezione
- riduzione del rischio di infortuni, soprattutto a carico di schiena, anche e ginocchia
- una respirazione più efficace, utile anche nelle salite più impegnative
In sintesi: quella difficoltà iniziale è un ottimo segnale. Stai uscendo dalla tua “zona di comfort” motoria,
ed è proprio lì che avvengono i miglioramenti più interessanti.
Tommaso Zaffati
personal trainer a Milano


Domanda e risposta