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Ingorghi d’acqua 

Scarichi che non scaricano sono un problema comune ma spesso tale da non giustificare l’uscita (con relativo costo) dell’idraulico. L’idraulico però lo abbiamo chiamato noi e gli abbiamo chiesto tutto quello che c’è da fare, e da non fare, prima di r


REGOLE GENERALI

Quale che sia lo scarico, il primo passo è provare con acqua bollente e candeggina o con la ventosa. Quindi, se possibile, smontare il sifone. Per spingere via un blocco, magari già ammorbidito da agenti chimici, gli idraulici usano una pistola ad aria compressa (costa intorno ai 60 euro), l’alternativa casalinga è il flessibile, un cavo di fili metallici intrecciati, con punta a cavatappi e impugnatura.

INGORGO CHE VAI...
Lavandino e bidet: la cosa più semplice è smontare il sifone (vedere paragrafo in basso).
Water: il passaggio del sanitario è più piccolo di quello della braga, quindi il blocco è quasi sempre dentro la tazza. Basta asciugare l’acqua con una spugna e svitare i due bulloni che fissano il sanitario al pavimento, rigirandolo, di solito, si trova la causa del blocco.
Vasca e doccia: sono l’ideale per la ventosa (ricordare che bisogna chiudere il buco del troppo pieno quando la si usa). Attenzione! Mai e poi mai cercare di smontare la pivetta del foro di scarico: è lei che convoglia l’acqua nel tubo di scarico impedendole di finire nell’appartamento del piano di sotto. Smontare il sifone di lavandino e bidet non è difficile. Basta una chiave regolabile a rullino o una pinza a pappagallo e un secchio. Prima, se c’è, si svita la vite di spurgo e si fa scendere l’acqua contenuta nel sifone in un secchio. Quindi si allentano gli attacchi al lavandino e al muro e si può lavare e ripulire il sifone con facilità, ma anche spingere un flessibile nel tubo che entra nella parete e verificare che l’ingorgo non sia lì. Per rimontare teflon e canapa sono superati. Oggi si usano guarnizioni apposite, occhio a non perderle.

DA EVITARE
Niente miscugli. Mai, per nessuna ragione, versare un acido o altro prodotto chimico dopo la candeggina. La miscela potrebbe sprigionare vapori venefici, anche mortali. Occhio ai blocchi totali Se il blocco è totale e l’acqua non scorre, meglio evitare i prodotti sgorganti. Il rischio è di peggiorare la situazione. Lavorate prima di ventosa.

CON CAUTELA
Attenzione agli occhi. Avete usato la candeggina o altro prodotto sgorgante e ora volete provare con la ventosa? Abbiate la pazienza di lasciar defluire tutto il prodotto e abbondante acqua di risciacquo. Se non è possibile,indossate occhiali da lavoro protettivi.

PER PREVENIRE
Due volte al mese. Gli idraulici concordano: la miglior cura è la prevenzione. Due volte al mese (o tutte le settimane se serve) buttate negli scarichi acqua bollente e candeggina. Difficilmente l’ingorgo dipende da un oggetto, più facilmente è il risultato di un accumulo progressivo di sporcizia, che si previene con regolari lavaggi dei tubi.

IMPORTANTE
Quando il tempo è vitale. I prodotti per scarichi intasati che si trovano in commercio sciolgono le proteine (capelli) e i materiali organici senza intaccare le tubature,e quasi sempre risolvono il problema con grande efficacia e praticità. Va però detto che la schiuma che formano col tempo indurisce, quindi se dopo averli usati,magari senza rispettare adeguatamente le istruzioni, lo scarico non si sblocca è necessario intervenire prima che si formi un tappo di schiuma indurita: smontate il sifone,usate un flessibile o una pistola ad aria compressa,oppure chiamate subito l’idraulico.

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