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Estate: tempo di birra

Ce ne sono di bionde, di scure, di rosse. Molte sono dolcissime e incredibilmente avvolgenti. Altre gelide e persino acide. Viaggio nel mondo delle birre

I TIPI DI BIRRA

Colore a parte (bionda, rossa, ambrata o scura), vi sono tre differenti tipologie di trattamento della bevanda: la fermentazione spontanea, che sfrutta i lieviti presenti nell’aria; la bassa fermentazione, che si fa a una temperatura di 10-15 °C ; l’alta fermentazione a 15-30 °C. Le birre confezionate si dividono anche in pastorizzate e non. Ci sono quelle speciali a “fermentazione spontanea”. E, infine, quelle “rifermentate in bottiglia” (oltre alle due ordinarie fermentazioni ne subiscono una terza, capace di aumentare il tasso alcolico).

LE BIRRE DA INVECCHIAMENTO
La birra in genere subisce il deterioramento nel tempo e dunque, per legge, è prevista una scadenza che va dai 12 ai 18 mesi per i prodotti pastorizzati, intorno ai 2 per quelli artigianali. L’eccezione sono le birre da invecchiamento,che, così come il vino, acquistano proprietà e sentori diversi a seconda del tempo e del tipo di conservazione. Sono solitamente piuttosto forti e luppolate a causa della rifermentazione in bottiglia o acidule a causa di quella spontanea.

BERE BENE
Una fase fondamentale è la spillatura. In casa o in birreria, la birra deve avere assolutamente la schiuma. Perché è necessaria la schiuma? In primo luogo il prodotto, privato del “coperchio” naturale, perde il suo aroma e la sua fragranza con più facilità; inoltre la bevanda subisce un più repentino innalzamento della temperatura, il che non le consente di esprimere le sue migliori qualità. La birra va servita non ghiacciata, ma fresca. Va tenuta quindi in casa nella parte bassa del frigorifero. Una birra leggera va servita intorno ai 5-6 °C, mentre la temperatura deve salire con birre di maggiore complessità fino a 10-12 °C.

PER CHI VUOLE L’ESCLUSIVA
Per chi vuole farsi la birra in casa si ritrovano in vendita, nei negozi specializzati, kit appositi che prevedono tutto il necessario: dal fermentatore al gorgogliatore, al densimetro, alla tappatrice e, ovviamente, estratti e lieviti. Ma anche senza stare a complicarsi la vita, si possono trovare birre artigianali di produzione locale, non pastorizzate. La nostra penisola è disseminata di microbirrifici, per trovarli insieme alle indicazioni per farsi la birra da sé: http://www.mondobirra.org/; http://www.degustatoribirra.it/

GRADI O VOLUMI
La classificazione delle birre in Italia è espressa, per legge, in gradi saccarometrici. In etichetta viene, però, indicato il contenuto alcolico in volume. Pur non essendoci un rapporto matematico esatto fra i gradi saccarometrici e quelli alcolici, generalmente si considera che 3 gradi saccarometrici corrispondano a 1 grado alcolico.

  • Birra Analcolica da 3 gradi saccarometrici a 8 (da 1 a 2,6% alc.vol.)
  • Birra Leggera o Light da 5 gradi saccarometrici a 13 (da 1,6 a 4,3% alc.vol.)
  • Birra Normale da 11 gradi saccarometrici a 13 (da 3,6 a 4,3% alc.vol.) Birra Speciale da 13 gradi saccarometrici a 15 (da 4,3 a 5% alc.vol.)
  • Birra Doppio Malto oltre 15 gradi saccarometrici (oltre 5% alc.vol.)

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