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Cavoli che varietà

Broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolo cappuccio, verza, cavolfiore, cavolo nero, cime di rapa…. Sono tanti, molto nutrienti e si prestano a gustose ricette

L’inverno è il momento dei cavoli, quello in cui la qualità è al massimo e il prezzo al minimo. Le loro proprietà (poco calorici, ricchi di vitamine e principi nutritivi), ne fanno l’ortaggio principe di molte piatti consigliati dal dietologo, ma non per questo meno gustosi. La pianta del cavolo fa parte dalla famiglia delle crucifere, che conta centinaia di varietà. In cucina vengono utilizzati i cuori delle piante e in alcune varietà anche le radici.

RICCHI DI GUSTO
Da anni sono nel mirino della ricerca medica e sono considerati molto importanti in erboristeria (se ne consiglia l’uso in caso di debilitazione, sotto forma di decotto, come sciroppo per raffreddamenti e tosse o come impacco di foglie sulle ferite). Contengono inoltre quantità significative di vitamina C, acido folico, fibra, potassio e alcune sostanze come i tioossazolidoni, regolatori della tiroide, il sulforafano e gli isotiocianati, utili nella prevenzione dei tumori intestinali. Contengono anche dosi significative di fosforo,calcio e betacaroteni, regolano la funzione intestinale, sono digestivi, antinfiammatori e cicatrizzanti e proteggono dai radicali liberi e quindi dall’invecchiamento cellulare.

EFFETTI POSITIVI
Da sempre poi sono consigliati a chi soffre di gastrite o ulcera perché stimolano la produzione di mucina, una sostanza secreta dallo stomaco per aumentare la protezione delle pareti gastriche. Inoltre saziano molto e apportano scarse calorie, quindi sono ottimi per chi vuole dimagrire. Per contro, la cottura distrugge parzialmente il contenuto di vitamina C e dà luogo alla formazione di composti solforati responsabili dell’odore tipico e non proprio gradevole del cavolo cotto (per ridurlo, nel cavolfiore, è utile eliminare il torsolo centrale prima della cottura o, in generale, utilizzare la pentola a pressione). Per secoli per le popolazioni delle regioni padane e prealpine dove non si coltivano agrumi, i cavoli hanno rappresentato la miglior fonte di vitamina C. In cucina vengono utilizzati i cuori delle piante e in alcune varietà anche le radici. Possono essere fritti, cotti in padella, lessati o cotti al vapore, ma tutti i tipi di cavoli sono più digeribili se mangiati crudi. Si consiglia di gustarne quattro porzioni a settimana.

COME CONSERVARLI
I cavoli più compatti come il cavolfiore, la verza, i broccoli, il cavolo cappuccio e i cavolini di bruxelles, si conservano bene in frigorifero, fino a cinque giorni. Le altre varietà invece vanno tenute in frigorifero il meno possibile.

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